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Unghie rovinate da semipermanente e gel: cosa succede davvero?

Unghie rovinate da semipermanente e gel: cosa succede davvero?

Tolto il semipermanente, l’unghia appare sottile, opaca, biancastra o si sfalda? È una situazione piuttosto comune, soprattutto dopo applicazioni ripetute di semipermanente, gel o ricostruzioni.

Il problema non dipende necessariamente da un singolo prodotto, ma dall’insieme dei trattamenti a cui viene sottoposta la lamina: preparazione dell’unghia, limatura, applicazione del prodotto, solventi e successiva rimozione.

Quando questi passaggi vengono ripetuti frequentemente o eseguiti in modo aggressivo, l’unghia può progressivamente perdere compattezza e diventare più fragile.

Unghie naturali rovinate dopo la rimozione dello smalto semipermanente, con sfaldature superficiali, macchie biancastre e superficie irregolare.

Cosa succede all’unghia con semipermanente e gel?

La lamina ungueale è formata da strati compatti di cheratina. Per favorire l’adesione di gel e semipermanente, la superficie viene preparata e può essere resa più ruvida.

Uno dei momenti più delicati è la rimozione: grattare, sollevare o strappare il prodotto può asportare anche gli strati più superficiali della lamina. Anche una limatura eccessiva o l’uso aggressivo della fresa possono progressivamente assottigliare l’unghia.

Una volta rimosso il prodotto, la lamina può quindi apparire più sottile, fragile e opaca, presentare zone biancastre, irregolarità, sfaldamento o, in alcuni casi, un parziale sollevamento dal letto ungueale.

La parte già danneggiata non torna normale immediatamente: deve crescere ed essere progressivamente sostituita da una nuova lamina.

Le unghie hanno bisogno di “respirare”?

No. Le unghie non respirano: la lamina è costituita prevalentemente da cheratina e non ha bisogno di ricevere ossigeno dall’esterno.

La pausa tra un trattamento e l’altro serve però a un altro scopo: evitare nuovi stress meccanici e chimici mentre l’unghia ricresce.

Se la lamina è già sottile, fragile o sfaldata, applicare subito un nuovo semipermanente significa sottoporla nuovamente a preparazione, limatura e successiva rimozione.

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Quanto tempo serve perché l’unghia torni normale?

Serve tempo, perché il recupero dipende dalla crescita della nuova lamina.

Le unghie delle mani impiegano generalmente alcuni mesi per rinnovarsi completamente. Le unghie dei piedi crescono invece molto più lentamente e possono richiedere 12–18 mesi, con tempi particolarmente lunghi per l’alluce.

Il miglioramento si osserva progressivamente dalla base: la nuova unghia cresce mentre la parte danneggiata viene spostata verso l’estremità.

Cosa fare dopo aver rimosso gel o semipermanente?

Quando l’unghia appare fragile o assottigliata, è importante ridurre ulteriori aggressioni e rispettarne i tempi di ricrescita.

È preferibile sospendere temporaneamente gel, semipermanente e ricostruzioni, evitando di levigare continuamente la superficie per renderla più uniforme. Non vanno inoltre strappati eventuali residui di prodotto né rimosse le cuticole in modo aggressivo.

Anche acqua, detergenti e lavori manuali possono rappresentare ulteriori sollecitazioni: quando possibile è utile proteggere le mani e mantenere le unghie corte.

Come favorire il rinnovamento della lamina?

Nel periodo di ricrescita l’obiettivo è accompagnare il naturale rinnovamento della lamina, mentre la parte danneggiata viene progressivamente sostituita.

Onicosana è formulato con Zolfo e Acido Salicilico, che favoriscono il rinnovamento della lamina ungueale, associati a Pantenolo e Sericina, che contribuiscono a mantenerla elastica e resistente.

Si applica ogni sera direttamente sull’unghia con l’apposito pennellino e si lascia asciugare.

La costanza è importante perché il miglioramento segue il naturale ritmo di crescita dell’unghia: lento e progressivo.

Applicazione di onicosana con pennello su un'unghia naturale della mano, leggermente rovinata, con striature e sfaldamento superficiale.

Meno trattamenti, più tempo

Quando l’unghia appare fragile dopo gel o semipermanente, aggiungere continuamente nuovi prodotti o nuovi trattamenti non è necessariamente la soluzione.

A volte il gesto più utile è anche il più semplice: ridurre gli stress sulla lamina, proteggerla e lasciarle il tempo necessario per rinnovarsi.

Anche per le unghie vale quindi un principio semplice: rispettare i tempi fisiologici spesso significa fare meno, ma farlo meglio.

E se non si vuole rinunciare al semipermanente?

Non è necessario demonizzare gel e semipermanente. È però importante osservare lo stato dell’unghia e prestare particolare attenzione soprattutto alla fase di rimozione.

È meglio evitare limature profonde, non staccare il prodotto quando inizia a sollevarsi e non insistere con frese o strumenti sulla lamina naturale.

Se l’unghia è già sottile, sfaldata o fragile, una pausa permette soprattutto di evitare un nuovo ciclo di stress mentre sta ricrescendo.

Prurito e gonfiore dopo il semipermanente? È un altro problema

Fragilità e sfaldamento dopo la rimozione non vanno confusi con la comparsa di prurito, arrossamento o gonfiore intorno alle unghie durante o dopo l’applicazione.

Gel e semipermanenti contengono sostanze della famiglia degli acrilati che, in alcune persone, possono provocare una reazione allergica da contatto.